Alberto Radius. Ciao Maestro.

Oggi 18 febbraio 2023 si sono tenuti i funerali di Alberto Radius.

Quando parli di un gigante come lui si rischia di cadere nel banale perché descrivere chi ha fatto la storia della musica è impossibile perché chi ha fatto la storia della musica è fonte di emozioni che, in quanto tali, non si possono descrivere, vanno vissute.

Ebbi la fortuna di intervistarlo nel 2013 in occasione dell’uscita dell’album “Banca D’Italia“. Fu un’emozione grandissima. Ero alle prime armi della mia carriera radiofonica e parlare con un gigante della musica italiana mi creava soggezione, ma alla fine fu una chiacchierata incredibile. Alberto fu di una semplicità e pacatezza unica. La cosa che più mi colpì fu la sua generosità nel raccontarsi.

Sentir parlare colui che ha lavorato con Battisti, con Battiato, con la Vanoni, con la Bertè, con Giuni Russo – solo per citare qualche nome delle collaborazioni che ha avuto – per chi è malato di musica, è ipnotico.

Ha militato in gruppi come i “Quelli “, come sostituto temporaneo di Franz Di Cioccio, band che diventerà La Premiata Fonderia Marconi. Ha fatto parte de Il Volo, gruppo voluto da Mogol per la Numero Uno, dal 1974 al 1975. Ha scoperto uno dei più grandi cantautori degli ultimi 30 anni, Gianluca Grignani

…insomma, potrei continuare per ore, ma, come dicevo in apertura, rischierei di cadere nel banale facendo una lista delle cose fatte. Però è utile avere un’idea dell’opera di questo grande musicista e di che eredità abbia lasciato ai posteri.

Ho conosciuto Radius come chitarrista da adolescent. Ricordo che mio padre portò a casa un CD dei Formula 3, “King Kong”. Era il 1991. Il disco conteneva molti dei successi del gruppo rivisitati in chiave moderna. Mi innamorai della loro “Dies Irae“… che potenza! Mi esaltai perchè ai tempi stavo studiando in letteratura Tommaso da Celano e per me fu la conferma che la musica è cultura… A seguito di questo ascolto in chiave moderna, ne scoprì la versione originale del 1970 e fu lì che mi innamorai del suono di Alberto.

La sua chitarra è maestosa, potente, drammatica, epica, definitiva, devastante, disperata, incazzata, innovativa, fottutamente rock!!!

 

Sempre del 1970 è la session registrata durante il programma televisivo della Rai “Incontro con Stevie Wonder e Formula 3“, che vede Stevie Wonder alla batteria e  Radius fare un assolo che manda in visibilio il pubblico.

(per vedere l’esibizione completa: https://www.rainews.it/video/2023/02/lincredibile-duetto-alberto-radius-scatenato-steve-wonder-suona-la-batteria-il-video-del-1970-dalle-teche-rai–eeaf088f-85a2-422a-ac58-d5044a0f600b.html)

Del 1971 “Nessuno nessuno” un capolavoro firmato Battisti/Mogol  e interpretato dalla Formula 3. Brano di 11 minuti reso immortale dall’assolo finale di Radius… senza sminuire nessuno, ma sfido gli artisti di oggi a fare quello che fa Alberto in questo pezzo…

 

Ma il disco che ho amato più di tutti, è “Carta straccia” del 1977, 3° album solista che ha consacrato  l’ingresso di Alberto Radius nell’olimpo delle divinità del rock italiano. Il brano che più adoro di questo capolavoro è “Un Amore Maledetto“…

 

In un’intervista disse che suonare è come andare a scuola: devi imparare bene la lezione fino allo sfinimento altrimenti il risultato è nullo… bhé, un assunto di vita che trasuda dai brani su proposti. E con questo suo stacanovismo musicale che nel 1978 apre il suo studio di registrazione milanese “Studio Radius” dove inciderà diversi suoi album e dove Franco Battiato registrerà il suo disco perfetto da un milione di copie “La voce del padrone” e dove metterà a frutto la sua dote di produttore.

E scusate se è poco…

 

In chiusura l’unica cosa che mi viene da dire è un grazie a un artista che ha contribuito a fare grande la musica italiana e che ci ha lasciato un patrimonio rock dal valore inestimabile.

Vivrai nei nostri cuori e sarai eterno nel suono della tua chitarra!

Grazie Maestro!

R.I.P.

ElectroNoyz

 

 

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